Camerun: Centro di Cardiochirurgia di Shisong

Dall’inaugurazione ad oggi sono stati operati circa 1.000 pazienti.

GRAZIE DI CUORE ALLA CHIESA VALDESE!
Nel 2015 abbiamo realizzato un progetto ad hoc denominato “Cuori da Adottare 2015” sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi).
Nell’ambito dei Microprogetti Salute “Cuori da Adottare”, pensati dall’Associazione Cuore Fratello per creare uno strumento agevole ed efficace affinché la salute sia un bene condivisibile da tutti, per l’anno 2015, ci si è posti come obiettivo quello di offrire la possibilità a 15 bambini cardiopatici del Camerun di sottoporsi all’intervento di cardiochirurgia, presso il Cardiac Center di Shisong.

Il 19 novembre 2009 è stato inaugurato il Cardiac Center di Shisong, il primo Centro di Cardiochirurgia di tutta l’Africa Centro Occidentale, che serve un bacino di utenza di 200 milioni di persone ed è attrezzato per operare anche i bambini.

Tale Centro è stato aggregato al Saint Elisabeth Catholic Hospital, presidio sanitario per la cura di patologie di base.

La moderna struttura è dotata di 2 sale operatorie, emodinamica, terapia intensiva, reparti degenze di pediatria e per adulti; il Centro è completato da un ambulatorio. Per gli interventi si avvale, oltre che di équipes e professionisti provenienti dai più importanti Centri di Cardiochirurgia Europei ed Extra europei, anche di medici, infermieri e tecnici locali, prevalentemente formatisi  in Italia negli anni scorsi.

Il Progetto è stato studiato sin dal 2001 e poi iniziato nel 2005, per poi diventare operativo nel 2009. Obiettivo del progetto era creare in Camerun, Paese da cui provenivano i piccoli pazienti che venivano operati al Policlinico di San Donato Milenese, un Centro moderno che potesse evitare questi “cammini della speranza”, aumentando il numero degli interventi e l’assistenza ai pazienti con patologie cardiache.

Don Claudio Maggioni, Presidente dell’Associazione Cuore Fratello Onlus è stato uno dei Fondatori, unitamente a Padre Angelo Pagano, responsabile dei Padri Cappuccini dell’area di Shisong ed ai Clinici del Policlinico di San Donato Milanese, riuniti nell’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo A.I.C.I. onlus. Il Progetto ideato dai Fondatori ha trovato una calda condivisione da parte delle Suore Terziarie Francescane di Bressanone, proprietarie dell’Ospedale di Shisong, che vedevano in questa maniera la possibilità di far fronte al crescente bisogno di cura di pazienti affetti da patologie congenite.

È sorto così il Cardiac Center a Shisong, un nuovo dipartimento del Saint Elizabeth Catholic General Hospital, ospedale generalista gestito dalle Suore Terziarie di San Francesco dal 1936.

Cuore Fratello ha contribuito a finanziare il costo del Centro e ha anche messo a disposizione l’esperienza di Professionisti, specialisti di edilizia sanitaria, per la scelta dei fornitori e per il controllo dell’esecuzione dei lavori e dell’attivazione degli impianti.

Durante le fasi degli studi di fattibilità e della costruzione, dal 2003 al 2009, l’associazione ha sostenuto economicamente gli interventi salvavita al Policlinico San Donato dei bambini più gravi, i cui accompagnatori e loro stessi nel periodo post-operatorio sono stati ospitati nelle nostre Case di Ospitalità e seguiti amorevolmente dal gruppo dei volontari dell’Associazione.

Inoltre anche gli infermieri e i tecnici in formazione sono stati nostri ospiti durante la loro permanenza in Italia.

Dall’inaugurazione ad oggi sono stati operati circa 1.200 pazienti tra bambini e adulti(interventi a cuore aperto, cateterismi, pacemaker, impianti di defibrillatore cardiaco).

Inoltre continuiamo a sostenere Brotherly Heart Cameroon, la nostra associazione gemella in Camerun che a Shisong opera in favore delle persone più svantaggiate che afferiscono al Cardiac Center. Grazie alle donazioni dei nostri sostenitori, abbiamo potuto acquistare una casa, gestita dagli amici di Brotherly Heart, in cui i parenti dei pazienti ricoverati all’ospedale di Shisong possono ottenere una sistemazione dignitosa.
La “Angela House” prende il nome dalla della sorella di Don Claudio Maggioni, prematuramente scomparsa a causa di una cardiopatia.